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Ciccio "brand ambassador" Porsche per lo spot della 718 Boxster GTS

Shoes

1965
Sollecitato dai piloti Ignazio Giunti, Nanni Galli e Geki Russo, il Mastro Calzolaio di Cefalù,
Francesco Liberto, realizza il primissimo paio di scarpe ideate e concepite per le competizioni automobilistiche.

Il primissimo prototipo si rivelerà in realtà un fallimento: al fine di conferire alla scarpa la massima morbidezza, il nostro Ciccio sceglierà di non utilizzare alcuna cucitura, affidandosi solo alla colla per saldare le varie parti fra loro. Purtoppo bisognava fare i conti con alte temperature che si sviluppano nell'abitacolo dell'Alfa GTA. E così, nel suo macinare chilometri sulle Madonie in vista della Targa Florio, Giunti si ritrovò presto a guidare con delle scarpe scollate in più punti. Aneddoto a parte, da allora le creazioni di Ciccio (regolarmente cucite e non più incollate, come esperienza insegna...) sono diventate le calzature preferite dei più celebri assi del volante.leautentichescarpedacorsadinannigalli1 Una delle primissime paia di Scarpe firmate Ciccio per il pilota Nanni Galli

1968
Fra i tanti piloti giunti in Sicilia per disputare la Targa Florio, ce n'é uno in particolare che ha bisogno delle scarpe da corsa su misura firmate Ciccio: Vic Elford. Il pilota inglese ha infatti subìto l'amputazione dell'alluce del piede destro quale conseguenza di una vecchia uscita di pista. Francesco Liberto, pur oberato di lavoro, di fronte a quella menomazione sente il dovere morale di accontentare il pilota della Porsche. Realizza così un paio di scarpe che passeranno alla storia, approntando un sinistro taglia 44 e un destro taglia 42 ma con pianta del piede 44. Uno sforzo artigianale notevole, per di più realizzato in un lasso di tempo brevissimo, ma che sarà ripagato alla grande: l'indomani infatti Vic Elford trionfa in coppia con Umberto Maglioli alla Targa Florio, regalando al Maestro di Cefalù la prima di una serie di grandi soddisfazioni. Una vittoria leggendaria anche per la storia della Targa, visto che Vic negli ultimi giri riuscì a colmare un gap di oltre 20 minuti alla coppia Giunti-Galli, tanto da meritare uno spazio speciale all'interno del Museo Porsche a Stoccarda.

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1976
Mentre la stella della Targa Florio sembra ormai avviata verso un triste quanto inevitabile viale del tramonto (nell'impossibilità di adeguare i 72 km delle Madonie ai sempre più severi standard in fatto di sicurezza), la crescente popolarità di Ciccio conosce un'inattesa quanto clamorosa conferma: una telefonata ricevuta direttamente da Maranello gli vale l'investitura al ruolo di fornitore ufficiale della Ferrari per i piloti Niki Lauda, Clay Regazzoni e Carlos Reutemann. L'anno seguente Niki Lauda diventa campione del mondo indossando le ormai famosissime Racing Shoes firmate Ciccio di Cefalù. E' la definitiva consacrazione: a fine stagione, con una pubblicazione ufficiale con dedica personalizzata, Enzo Ferrari in persona include Ciccio nei ringraziamenti assieme a tutti i partner tecnici che hanno contribuito al successo della casa del Cavallino

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1997
In occasione del 40. anniversario della Casa di Maranello, nel corso della manifestazione "Tutte le Ferrari in Sicilia" il corteo delle Rosse rende omaggio al Maestro facendo tappa a Cefalù, proprio di fronte al suo negozio di calzature, sul lungomare della spendida città normanna. In quella occasione, Antonio Ghini, l'allora direttore della comunicazione della Ferrari, e i responsabili di Maranello gli consegnano un dono alquanto singolare: un pistone originale prelevato dal motore V12 della Ferrari F.1 usata da Michael Schumacher nel corso della stagione 1997.

omaggio ferrari

Oggi le Ciccio Racing Shoes sono più che mai ricercatissime, perché rappresentano ormai uno status symbol, l'espessione di un modo di essere, l'icona di quel motorismo sano, duro e puro, che forse non esiste più ma che molti amano e rimpiangono. Ora come allora sono realizzate personalmente da Ciccio Liberto, interamente a mano, "su misura", utilizzando esclusivamente pellami di primimissima scelta e dietro precisa richiesta da parte della sua affezionata clientela.

Sono disponibili in due diversi modelli: le classiche scarpe "Racing", e lo stivaletto alto modello "Nivola". Si possono ordinare in qualsiasi colore o abbinando due o più colori, sia in fior di pelle che in nabuk.
E per i più esigenti è possibile richiedere una serigrafia personalizzata, per rendere il proprio paio di scarpe assolutamente unico ed esclusivo. con un disegno a scelta (in questo caso il modello da utilizzare è lo stivaletto alto, visto che si presta di più alla personalizzazione).

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Per ordinare basta contattare Ciccio via email e inviare l'impronta dei piedi su un foglio di carta. Unico consiglio: assicurarsi di utilizzare la penna in modo verticale e perpendicolare al foglio....
Tempi di creazione: 8 giorni lavorativi per un paio normale, che possono diventare fino a 30 giorni in caso di personalizzazione con serigrafia, che viene effettuata a Milano presso lo Studio Cheli, scenografi dell'Accademia di Brera.
Per i tutti i dettagli si prega di contattare Ciccio via email:
cicciodicefalu@gmail.com

BIOGRAFIA

Francesco Liberto nasce a Cefalù, in provincia di Palermo, il 19 febbraio 1936, da una famiglia numerosa e di umili origini. Il duro contesto sociale della Sicilia dell’epoca lo porta presto a dover contribuire, ancor giovanissimo, al sostentamento della famiglia. Sarà lo zio paterno, ciabattino di professione, ad introdurlo a bottega fin dall’età di sei anni, per fargli apprendere i segreti di un mestiere che il giovane “Ciccio” saprà elevare al rango di arte. Madre natura, per fortuna, lo ha dotato di una carica di simpatia non comune, innata e contagiosa, e di una spiccata predisposizione per le relazioni sociali, armi che si riveleranno fondamentali nella sua attività professionale, al punto da proiettarlo dalla misera botteguccia di famiglia ai riflettori dei media di tutto il mondo. Allettanti opportunità non tardano a venire: la Cefalù del dopoguerra rappresenta uno scenario ben diverso rispetto al passato, ed è destinata ad accrescere la propria fama nel mondo come una delle più incantevoli località turistiche del Mediterraneo. E così il giovane Francesco deve anzitutto la sua fortuna alle intuizioni di Mila Contini e di Pepita Misuraca, che sapranno valorizzare le sue qualità creative introducendolo, a metà degli anni ’60, nel “bel mondo” di Cefalù, che all’epoca gravitava attorno al Club Mediterranèe. I suoi sandali in cuoio iniziano a conoscere un discreto successo, tanto che Ciccio, per un certo periodo, gestisce un piccolo atelier. I suoi prodotti esclusivi, i cosiddetti ”Muccaturi” e “Patchwork”, vengono così conosciuti e apprezzati da turisti di tutto il mondo, supportati dalla efficace notorietà derivata da articoli sulle principali testate e riviste specializzate del settore. Nel 1969 è insignito della Coppa SAMIA nel corso del premio “Moda Mare a Cefalù” che costituisce un appuntamento stagionale di primo piano. Ma la vera svolta professionale nella vita di Francesco Liberto arriva sul finire degli anni sessanta, quando la fama di Ciccio si unisce a quella della Targa Florio, la corsa più antica del mondo, già inserita nel calendario del Mondiale Marche, campionato di gran lunga più importante e seguito della stessa Formula Uno. Puntualmente, dal 1906 a 1977, con alterne fortune, ad ogni primavera il mondo delle corse si dà appuntamento alle pendici delle Madonie per perpetuare il Mito della Velocità. La difficoltà di mettere a punto le vetture e di memorizzare un tracciato di oltre diecimila curve disseminate lungo 72 km di strade di montagna, obbligano le squadre ad arrivare in Sicilia con un certo anticipo rispetto alla gara. Cefalù, con i suoi alberghi e i suoi collegamenti, rappresenta il naturale quartier generale di tutti i team. Sognare è un lusso che si può concedere a tutti, figuriamoci ad un ragazzo vispo come il nostro Ciccio. Come tanti ragazzi della sua età, nei ritagli di tempo Francesco ficca il naso in quell’ambiente affascinante e irresistibile. Incontrare i piloti all’uscita degli alberghi o nei bar e trattorie da loro frequentati non è certo un problema, scambiare quattro chiacchiere con loro nelle frequenti pause di lavoro è semplicissimo. Fra loro, anzitutto il nostro Ciccio comincia a legare con i giovani alfieri dell’Autodelta, Ignazio Giunti, Nanni Galli, Geki Russo. Sarà proprio Ignazio, durante una cena in un ristorante assai in voga all’epoca, l’Eucalaliptus, a chiedere a Ciccio, quasi per gioco, di fargli un paio di scarpe da competizione. Il nostro eroe, logicamente, non ha esperienza su come devono essere, quali caratteristiche tecniche debbono avere e quanto occorre per la loro realizzazione. I tre piloti suggerirono così come avrebbero dovuto essere le loro scarpe ideali: leggere, morbide, comode e, soprattutto, dalla suola sottile, per trasmettere al pilota tutta sensibilità al piede. Nel 1965 Ciccio realizza così il primo paio di scarpe da corsa, che rappresentano per lui l’inizio di una nuova carriera artistica e professionale. Da allora i più grandi piloti del panorama internazionale scelsero e scelgono ancora oggi le scarpe da corsa del “calzolaio di Cefalù” perché fatte su misura, leggere, comode e soprattutto uniche al mondo. E persino quando la stella della Targa Florio tramonta definitivamente, alla fine degli anni ’70, sacrificata sull’altare della sicurezza, la maestria di Ciccio aprirà nuove e inaspettate frontiere, diventando per un certo periodo fornitore ufficiale della Scuderia Ferrari di Formula 1. E nel 1977 infatti Niki Lauda diventa campione del mondo indossando le scarpe del maestro siciliano. Questo solo per fare un esempio. Molte delle scarpe di Ciccio hanno accompagnato sul podio piloti del calibro di Vic Elford, Mario Andretti, Brian Redman, Ignazio Giunti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jackie Ickx, Renè Arnoux, Gerald Larousse, Auturo Merzario, Sandro Munari e non ultimo il siciliano Nino Vaccarella. Negli anni ‘80 Regazzoni gli spedì da Tokio una semplice cartolina postale: “Mi serve un paio di scarpe bianche e rosse!”. L’indirizzo era soltanto: “Ciccio, Cefalù – Italy.” La missiva arrivò dritta al destinatario. E anche le scarpe furono subito pronte, naturalmente…. Ancora oggi Ciccio è apprezzato in tutto il mondo per le sue scarpe da corsa e per la sua grande umanità che fa di lui un vero mito. Le sue creazoni sono esposte nei musei, da quello della Ferrari a Maranello a quello della Porsche a Stoccarda, a quello dei fratelli Rossetti, vicino a Milano, al museo Romans in Francia e al Deutsches Ledermuseum in Germania. Tutti i più importanti giornali di automobilismo e le più grandi emittenti televisive dedicano frequentemente ampi spazi al celebre “il calzolaio dei piloti”. Oggi Ciccio non fornisce più la Scuderia Ferrari, ma molti piloti ed appassionati da tutto il mondo continuano a commissionargli le sue scarpe davvero uniche, belle, comode, leggere, da usare anche per passeggiare. Perchè alle scarpe col marchio “Ciccio Cefalù Sicilia” nessuno vuole rinunciare. E a chi lo va a trovare, nella sua bottega museo sul lungomare, lui ha sempre mille aneddoti da raccontare. In questo Ciccio Liberto si gode appieno il suo momento di notorietà. La casa del Cavallino Rampante gli ha spesso reso omaggio, come quando, nel novembre 1997, il corteo di Rosse di “Tutte le Ferrari in Sicilia”, ha fatto tappa proprio davanti alla sua bottega sul lungomare di Cefalù. In quella occasione i responsabili di Maranello gli hanno consegnato un dono alquanto singolare: un autentico pistone usato di un motore di Formula 1. Ciccio, divenendo famoso, ha “sfornato” migliaia di scarpe per tutti i gusti. I modelli più belli ed esclusivi sono quelli personalizzati da Franco Cheli, lo scenografo docente presso l’Accademia di Brera che nel 1997 ha organizzato a Milano la mostra “Ciccio e gli Amici di Brera”, dipingendo a mano su temi motoristici le tomaie in pelle confezionate da Ciccio. Ancora oggi la collaborazione con Cheli Scenografie continua: basta chiedere a Ciccio il tipo di personalizzazione per rendere le proprio scarpe ancora più uniche ed esclusive. Oltre ai ricordi, a Ciccio resta la maestria del grande artigiano, le ordinazioni dei piloti e degli appassionati da tutto il mondo e la consapevolezza di avere ormai un posto sia nella storia delle calzature che in quella delle corse automobilistiche.

IL CALZOLAIO DEI CAMPIONI

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Anni di trionfi
Voglio ricordare le imprevedibili vicende del campionato mondiale 1977 che ha registrato l'affermazione della macchina più competitiva e di un grande pilota. Un riconoscimento che va condiviso con tutti coloro, come il celebre calzolaio Ciccio di Cefalù, che hanno seguito l'attività agonistica della nostra squadra. A voi fornitori va il mio ringraziamento.
ENZO FERRARI

ENZO FERRARI

Novembre 1977
Un giorno chiesi a Ciccio: «Ma tu che mestiere fai?» Quando mi rispose che era un artigiano e faceva scarpe su misura mi venne l'illuminazione: «Perché non fai un paio di scarpe per noi piloti da corsa?» E' nato così il primo paio di Racing Shoes firmate Ciccio di Cefalù.
IGNAZIO GIUNTI

IGNAZIO GIUNTI

Pilota
Ricordo il giorno in cui entrai nella sua bottega. Pur non conoscendo una parola di italiano, riuscii a farmi capire bene: volevo assolutamente un paio di scarpe da corsa su misura. Ciccio, fatti due calcoli, lì per lì mi disse di no, «ho già troppo lavoro, non potrei dartele in tempo per la corsa», ma quando vide il mio piede senza alluce destro, conseguenza di un terribile incidente di qualche anno prima, si mise subito al lavoro. Il giorno seguente, vincendo la Targa Florio, ho voluto dedicargli la vittoria. Senza di lui e soprattutto senza le sue scarpe non avrei mai potuto guidare e vincere su quelle strade infernali.
VIC ELFORD

VIC ELFORD

Pilota

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