{"id":7,"date":"2014-02-17T16:40:48","date_gmt":"2014-02-17T15:40:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ciccioshoes.it\/it\/?page_id=7"},"modified":"2023-07-08T08:20:01","modified_gmt":"2023-07-08T06:20:01","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ciccioshoes.it\/it\/biografia\/","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"<p>Biografia<\/p>\n<p>Francesco Liberto nasce a Cefal\u00f9, in provincia di Palermo, il 19 febbraio 1936, da una famiglia numerosa e di umili origini. La perdita del padre quando aveva appena 8 anni e il duro contesto sociale della Sicilia dell\u2019epoca lo portano presto a dover contribuire, ancor giovanissimo, al sostentamento della famiglia. Sar\u00e0 lo zio paterno, ciabattino di professione, ad introdurlo a bottega fin da giovanissimo, per fargli apprendere i segreti di un mestiere che il giovane \u201cCiccio\u201d sapr\u00e0 elevare a livello di arte.<\/p>\n<p>Madre natura, per fortuna, lo ha dotato di una carica di simpatia non comune, innata e contagiosa, e di una spiccata predisposizione per le relazioni sociali, doti che si riveleranno fondamentali nella sua carriera professionale, al punto da proiettarlo dalla misera botteguccia di famiglia ai riflettori dei media di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Allettanti opportunit\u00e0 non tardano a venire: la Cefal\u00f9 del dopoguerra rappresenta uno scenario ben diverso rispetto al passato, ed \u00e8 destinata ad accrescere la propria fama nel mondo come una delle pi\u00f9 incantevoli localit\u00e0 turistiche del Mediterraneo. E cos\u00ec il giovane Francesco deve anzitutto la sua fortuna all&#8217;intuizione di specializzarsi nella realizzazione di sandali in cuoio personalizzati per turisti. Saranno la &#8220;guru&#8221; della moda Mila Contini e l&#8217;infaticabile animatrice culturale Pepita Misuraca a capire per prime e a valorizzare le sue qualit\u00e0 creative introducendolo, a met\u00e0 degli anni &#8217;60, nel \u201cbel mondo\u201d di Cefal\u00f9, che all\u2019epoca gravitava attorno al Club Magique (poi Club Mediterran\u00e9e). I suoi sandali in cuoio iniziano a conoscere un discreto successo, tanto che Ciccio, per un certo periodo allestisce un piccolo atelier. Amplia il ventaglio delle sue creazioni esclusive: i cosiddetti &#8221;Muccaturi&#8221;, stivali patchwork leggeri e colorati, vengono conosciuti e apprezzati dalle turiste di tutto il mondo, supportati dalla efficace notoriet\u00e0 che gli deriva grazie ad articoli pubblicati sulle principali testate e riviste specializzate del settore. Nel 1969 \u00e8 insignito della Coppa SAMIA nel corso dell&#8217;evento \u201cModa Mare a Cefal\u00f9\u201d che costituisce un appuntamento stagionale di primo piano.<\/p>\n<p>Tuttavia la vera svolta professionale nella vita di Francesco Liberto arriva sul finire degli anni sessanta, quando la fama di Ciccio si unisce a quella dei piloti della Targa Florio, la corsa pi\u00f9 antica del mondo, gi\u00e0 inserita nel calendario del Mondiale Sport Prototipi, all&#8217;epoca pi\u00f9 importante e seguito della stessa Formula Uno.<\/p>\n<p>Puntualmente, dal 1906, ad ogni primavera il mondo delle corse si d\u00e0 appuntamento alle pendici delle Madonie per perpetuare il mito della velocit\u00e0. La difficolt\u00e0 di mettere a punto le vetture e di memorizzare un tracciato di oltre diecimila curve disseminate lungo 72 km di strade di montagna, obbligano le squadre ad arrivare in Sicilia con un certo anticipo rispetto alla gara. Cefal\u00f9, con i suoi alberghi e i suoi collegamenti, rappresenta il naturale quartier generale di tutte le scuderie.<\/p>\n<p>Sognare \u00e8 un lusso che si pu\u00f2 concedere a tutti, figuriamoci ad un ragazzo vispo come il nostro Ciccio. Come tanti ragazzi della sua et\u00e0, nei ritagli di tempo Francesco cerca di inserirsi in quell\u2019ambiente affascinante e irresistibile. Incontrare i piloti all\u2019uscita degli alberghi o nei bar e trattorie da loro frequentati non \u00e8 certo difficile, scambiare quattro chiacchiere con loro nelle frequenti pause di lavoro \u00e8 piuttosto agevole. Fra loro, anzitutto il nostro Ciccio comincia a legare con i giovani alfieri dell\u2019Autodelta, Ignazio Giunti, Nanni Galli, Geki Russo. Sar\u00e0 proprio Ignazio, durante una cena in una pizzeria assai in voga all&#8217;epoca, l&#8217;Eucalaliptus, a chiedere a Ciccio, quasi per gioco, di fargli un paio di scarpe da competizione. Il nostro eroe, logicamente, non ha esperienza su come devono essere, quali caratteristiche tecniche debbono avere e quanto occorre per la loro realizzazione. I tre piloti suggerirono cos\u00ec come avrebbero dovuto essere le loro scarpe ideali: leggere, morbide, comode e, soprattutto, dalla suola sottile, per trasmettere al pilota tutta sensibilit\u00e0 al piede.<\/p>\n<p>Nella primavera del 1967 Ciccio realizza cos\u00ec il primo paio di scarpe da corsa, che rappresentano per lui l&#8217;inizio di una nuova carriera artistica e professionale. Da allora i pi\u00f9 grandi piloti del panorama internazionale scelsero e scelgono ancora oggi le scarpe da corsa del &#8220;calzolaio di Cefal\u00f9&#8221; perch\u00e9 fatte su misura, leggere, comode e soprattutto uniche al mondo. E persino quando la stella della Targa Florio tramonta definitivamente, alla fine degli anni \u201970, sacrificata sull\u2019altare della sicurezza, la maestria di Ciccio aprir\u00e0 nuove e inaspettate frontiere, diventando per un certo periodo fornitore ufficiale della Scuderia Ferrari di Formula 1. E nel 1977 infatti Niki Lauda diventa campione del mondo indossando le scarpe del maestro siciliano.<\/p>\n<p>Questo solo per fare un esempio. Molte delle scarpe di Ciccio hanno accompagnato sul podio piloti del calibro di Vic Elford, Mario Andretti, Brian Redman, Ignazio Giunti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jacky Ickx, Ren\u00e8 Arnoux, Jaques Laffitte, Gerald Larousse, Auturo Merzario, Sandro Munari e non ultimo il siciliano Nino Vaccarella. Negli anni \u201880 Regazzoni gli sped\u00ec da Tokyo una semplice cartolina postale: &#8220;Mi serve un paio di scarpe bianche e rosse!&#8221;. L&#8217;indirizzo era soltanto: &#8220;Ciccio, Cefal\u00f9 &#8211; Italy.&#8221; La missiva arriv\u00f2 dritta al destinatario. E anche le scarpe furono subito pronte, naturalmente\u2026.<\/p>\n<p>Ancora oggi Ciccio \u00e8 apprezzato in tutto il mondo per le sue scarpe da corsa e per la sua grande umanit\u00e0 che fa di lui un vero mito. Le sue creazoni sono esposte nei musei, da quello della Ferrari a Maranello a quello della Porsche a Stoccarda, a quello dei fratelli Rossetti, vicino a Milano, al museo Romans in Francia e al Deutsches Ledermuseum in Germania.<\/p>\n<p>Tutti i pi\u00f9 importanti giornali di automobilismo e le pi\u00f9 grandi emittenti televisive dedicano frequentemente ampi spazi al&nbsp;celebre &#8220;il calzolaio dei piloti&#8221;.<\/p>\n<p>Oggi Ciccio non fornisce pi\u00f9 la Scuderia Ferrari, ma molti piloti ed appassionati di tutto il mondo continuano a commissionargli le sue scarpe davvero uniche, belle, comode, leggere, da usare anche per passeggiare. Perch\u00e8 alle scarpe col marchio &#8220;Ciccio Cefal\u00f9 &#8211; Sicilia&#8221; nessuno vuole rinunciare.<\/p>\n<p>E a chi lo va a trovare, nella sua bottega museo sul lungomare, lui ha sempre mille aneddoti da raccontare. In questo Ciccio Liberto si gode appieno il suo momento di notoriet\u00e0. La casa del Cavallino Rampante gli ha spesso reso omaggio, come nel novembre 1997, quando il corteo di Rosse di &#8220;Tutte le Ferrari in Sicilia&#8221;, ha fatto tappa proprio davanti alla sua bottega sul lungomare di Cefal\u00f9. In quella occasione i responsabili di Maranello gli hanno consegnato un dono alquanto singolare: un autentico pistone&nbsp;usato di un motore di Formula 1.<\/p>\n<p>Ciccio, divenendo famoso, ha &#8220;sfornato&#8221; migliaia di scarpe per tutti i gusti.<\/p>\n<p>I modelli pi\u00f9 belli ed esclusivi sono quelli personalizzati da Franco Cheli, lo scenografo docente presso l&#8217;Accademia di Brera che nel 1997 ha organizzato a Milano la mostra &#8220;Ciccio e gli Amici di Brera&#8221;, dipingendo a mano su temi motoristici le tomaie in pelle confezionate da Ciccio. Ancora oggi la collaborazione con Cheli Scenografie continua, grazie alla maestria di Alessandro Cheli, che ha raccolto il testimone dal padre: basta chiedere a Ciccio il tipo di personalizzazione per rendere le proprio scarpe ancora pi\u00f9 uniche ed esclusive.<\/p>\n<p>Oltre ai ricordi, a Ciccio resta la maestria del grande artigiano, le ordinazioni dei piloti e degli appassionati da tutto il mondo e la consapevolezza di avere ormai un posto sia nella storia delle calzature che in quella delle corse automobilistiche.<\/p>\n<div class=\"fcbkbttn_share\"><div class=\"fcbkbttn_button\">\n\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CiccioDiCefalu\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<img src=\"http:\/\/www.ciccioshoes.it\/it\/wp-content\/plugins\/facebook-button-plugin\/images\/standard-facebook-ico.png\" alt=\"Fb-Button\" \/>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t<\/div><div class=\"fcbkbttn_like\"><fb:like href=\"https:\/\/www.ciccioshoes.it\/it\/biografia\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"standard\" show-faces='false' width=\"450px\" size=\"small\"><\/fb:like><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biografia Francesco Liberto nasce a Cefal\u00f9, in provincia di Palermo, il 19 febbraio 1936, da una famiglia numerosa e di umili origini. 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